Directory Viaggi

25 07 2007

Tra le nuove tendenze promozionali sul web sta prendendo piede anche nel settore del turismo online la directory di viaggi e vacanze.

Ma cos’è una directory? La directory non è nient’altro che un raccoglitore di link proposti e ordinati secondo categorie di pertinenza e offerti al visitatore corredati di un commento sul contenuto e il tema del sito al fine di permettere un rapido accesso alle risorse, una consultazione esaustiva e una scelta mirata ed efficace.

La più importante directory internet è senza dubbio la directory DMOZ (Directory Mozilla), un open project gratuito e aperto a chiunque voglia inserire il proprio sito (salvo accettazione dello stesso da parte degli editori). E’ possibile anche candidarsi per divenirne editore e recensore, ricalcando la democraticità tanto cara ai cultori dell’open source. DMOZ è stata presa a modello nientemeno che da Google, che ne ha fatto la sua directory ufficiale consacrandola a mito internettiano e a riferimento assoluto. Un’altra importantissima Directory è poi la directory Yahoo, un compendio di siti ordinati per categorie e tematiche.

Anche nel settore del turismo, viaggi e vacanze si sta rapidamente facendo strada questa tipologia di sito che permette di orientarsi rapidamente tra milioni di opportunità che rischiano altrimenti di disorientare l’utente che intenda pianificare attraverso internet la propria vacanza. Ad esempio ecco una directory viaggi italiana, ben realizzata, che si prefigge lo scopo di presentare le proprie risorse turistiche senza fronzoli e con la massima fruibilità. Un’altra directory, questa volta inglese, potrebbe essere questa travel directory che oltre ai servizi di archiviazione delle risorse offre un blog di viaggio e una raccolta di articoli inerenti a turismo, destinazioni e vacanze, articoli composti da viaggiatori e appassionati e raccolti anch’essi in categorie di pertinenza.





Fly and drive

15 07 2007

L’opzione del volo più il noleggio dell’auto è molto valida, sia dal punto di vista del turista che dell’albergatore. E’ una prospettiva da tenere in considerazione e occorrerebbe studiare pacchetti con hotel annesso. Al tavolo di dovrebbe sedere da un lato l’areoporto di Rimini, dall’altro qualche importante ditta di autonoleggio, come l’Avis, e sul terzo lato dell’ipotetico tavolo triangolare ci mettiamo un presidente di categoria degli albergatori, come potrebbe essere l’associazione albergatori di Cattolica. Il passo seguente sarebbe semplice: confezionare pacchetti su misura da distribuire ai vari tour operator italiani, o agenzie viaggi, o associazioni turistiche o quant’altro.

Il turista che ricerca una soluzione fly & drive è un turista che persegue una vacanza culturale, che fa uso della macchina per spostarsi nell’entroterra per esplorare i dintorni alla ricerca di castelli medioevali e pinacoteche ineteressanti da visitare. E’ un turista che arriva da lontano, molto spesso straniero, che quindi necessita di una guida della zona scritta nella sua lingua, che fa uso di internet per ragguagliarsi sulle mete da visitare e sui mezzi per spostarsi, che richiede hotel con parcheggio per l’auto noleggiata. E’ un turista anomalo perchè non è interessato alla balnearità ma ricerca le bellezze culturali. Mi è capitato un signore nel mio hotel Cattolica che mi chiedeva spesso nuove mete da visitare con la famiglia e non era interessato alla spiaggia. Queste persone non sono mosche bianche, esistono e vanno prese in considerazione come espressione di una nicchia di mercato da valorizzare e promuovere.

Il turismo fly & drive è una realtà ancora lontana per la Riviera Romagnola, abituata a ricevere turisti che richiedono come prima esigenza un accesso a spiaggia il più semplificato possibile e, una volta parcheggiata l’auto, non la considerano più sino alla partenza. Eppure bisogna considerare l’esempio della Toscana. In Versilia sempre più alberghi offrono la possibilità di pacchetti con hotel, volo e auto noleggiata fornendo indicazioni per itinerari nello stupendo entroterra toscano.

Io credo che sulla Riviera Romagnola dobbiamo seguire lo stesso esempio valorizzando e “vendendo” il nostro meraviglioso entroterra con le roccaforti malatestiane e i paesini medioevali arrampicati su rupi e colline.

La parola d’ordine deve essere sempre la stessa: diversificare l’offerta e destagionalizzare il turismo in Romagna.





Rapporto Federalberghi 2007

6 07 2007

E’ uscito uno studio sui flussi turistici del 2007 firmato da Federalberghi. La ricerca presenta alcuni dati freschi freschi sull’estate appena iniziata e fornisce anche qualche responso, ahimè non troppo incoraggiante, sull’andamento della stagione turistica. Dai dati si evincerebbe che almeno la metà degli italiani quest’anno non si muoverà da casa rinunciando di fatto alle vacanze. Se così fosse sarebbe davvero preoccupante per noi romagnoli che ormai basiamo il nostro lavoro di operatori turistici esclusivamente sul turismo italiano.

Parlando per esperienza personale e guardando le presenze di giugno posso affermare che un calo così netto per ora non si è registrato nel mio hotel cattolica anche se è molto presto per trarre delle conclusioni e comunque l’aria che tira non è della più salubre per quanto riguarda le presenze del mese di luglio.

Di seguito allego l’articolo apparso oggi su Repubblica che riprende i dati del rapporto di Federalberghi:

Più della metà degli italiani non andrà in vacanza questa estate. Secondo i dati presentati dalla Federalberghi, il 51 per cento infatti non si muoverà da casa, tra giugno e settembre. Per recuperare la stagione, il presidente dell’associazione propone di rendere deducibili le spese sostenute per le ferie.

L’indagine, realizzata da Federalberghi e Confturismo, calcola che 23,9 milioni di abitanti non andranno in vacanza: un milione e mezzo in più rispetto all’estate 2006. La metà degli abitanti dunque non ha già trascorso né passerà almeno una notte fuori casa in una località turistica. In partenza per mare o montagna, invece, 22,4 milioni di italiani, in diminuzione del 4,7 per cento rispetto a dodici mesi fa.

Per il quadrimestre estivo si prevede un giro d’affari di 18,5 miliardi di euro: ben il 15,5 per cento in meno rispetto al 2006, quando si registrò la cifra di 21,9 miliardi di euro: sono quindi 3,4 i miliardi in meno per il turismo del Belpaese.

La causa del crollo delle vacanze degli italiani, secondo il presidente di Federalberghi e Confturismo Bernabò Bocca, sarebbe la “mancanza di liquidità delle famiglie, drenata da una manovra economica molto pesante per consentire all’Italia di rientrare nei parametri europei”. La soluzione, propone Bocca, potrebbe essere una sorta di “bonus vacanza”: il governo dovrebbe cioè rendere “deducibili” le spese sostenute dalle famiglie (e documentate) durante le vacanze in Italia.

Per chi parte, la meta preferita resta l’Italia, scelta dal 74,1 per cento degli italiani, mentre il 23,8 andrà all’estero. Il mare rimane il sogno vacanziero della maggioranza: tre italiani su quattro preferiscono infatti la spiaggia (in testa a tutte, quelle della Sardegna), mentre il 2,9 per cento sceglierà le mete d’arte, in lieve crescita rispetto all’anno scorso. Le coste della penisola e quelle delle isole maggiori saranno affollate dal 68,4 per cento, mentre il 7 per cento si riverserà nelle isole minori. Dopo la Sardegna, sono amati i litorali di Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Calabria e Veneto.


L’albergo si conferma la scelta più gettonata: quest’anno dormirà in una stanza d’hotel il 34,8 per cento (in calo rispetto al 37,1 dell’estate 2006). Soggiorno in appartamenti in affitto o di proprietà rispettivamente per il 14,5 e il 13 per cento di chi va in vacanza, mentre il 9,4 sceglierà i villaggi turistici e l’8,8 si farà ospitare da parenti o amici. Infine, il 6,6 andrà in campeggio, il 4,9 in residence e l’1,3 in un agriturismo.

Scende la spesa media che ogni vacanziero sosterrà: da 935 nel 2006 a 825 di questa estate (nello specifico, 695 euro per chi resta in Italia, 1212 per le ferie all’estero). Aumentano invece le notti passate fuori casa, 15 rispetto alle 13 del 2006. Come da tradizione, si partirà soprattutto in agosto: seguono nelle preferenze luglio, settembre e giugno.