Sull’ultimo volume che la Provincia di Rimini ha inviato agli operatori turistici della Riviera Romagnola si parla di ospitalità e di predisposizione ad ospitare. Il libro si intitola “Turismo Eccellente” ed è a mio avviso molto ben realizzato, oltre che davvero utile nell’impostare e plasmare la propria gestione alberghiera. I fattori da tenere in considerazione sono tanti, a cominciare da quelli strutturali, tenendo conto di ogni tipologia di turismo cui andremo ad incontrare in hotel (turismo sociale, turismo disabile, turismo sportivo, turismo congressuale, turismo vacanziero, turismo del week-end, turismo culturale etc. …). Ma anche le norme comportamentali nell’approcciare tipologie di turismo che magari non si conoscono così a fondo e che necessitano di un codice deontologico diverso. E proprio del relazionarsi con questa nuova figura di turista parla il saggio della Provincia di Rimini. Di seguito allego un passo del libro che contiene elementi illuminanti in tal senso:
Sull’ambiente
Perché una struttura ricettiva o ristorativa possa essere definita di qualità, indipendentemente dalla categoria di appartenenza e dalla tipologia, requisito indispensabile è la cortesia con cui chi vi opera si presenta e accoglie il cliente. Al momento dell’arrivo del cliente nella struttura ricettiva, può essere espressione di attenzione nei suoi confronti offrirgli un omaggio di benvenuto consistente, ad esempio, in un prodotto tipico o un oggetto dell’artigianato locale che può essere consegnato direttamente dal receptionist o collocato nella camera assegnata.
Accoglienza dell’ospite significa anche metterlo in condizione di comprendere la realtà
dell’azienda ospitante, del territorio che lo accoglie in attesa di una vera
esplorazione. Le persone deputate all’accoglienza devono essere in grado di dare
informazioni sia sui servizi disponibili all’interno della struttura che sul territorio,
sugli eventi e sulle iniziative presenti. La disponibilità di opuscoli, riviste, libri e
materiale informativo sulle attrazioni turistiche, sulla loro fruibilità e sulle produzioni locali rappresenta elemento di distinzione e di valutazione di buon livello di qualità del servizio erogato.
Nelle strutture agrituristiche, per consentire un vero contatto con il territorio si
dovrebbe provvedere ad evidenziare le caratteristiche agricole e naturalistiche
dell’azienda. Se in azienda ci sono produzioni particolari o attività di trasformazione
sarebbe auspicabile attrezzarsi per creare dei “percorsi illustrativi”.
Nel caso invece di strutture ricavate in dimore storiche, l’operatore dovrebbe essere in
grado di informare sulla storia dell’edificio e/o dei fondatori, predisponendo
all’occorrenza anche una scheda informativa.
Conoscere il territorio dove si esercita l’attività è di primaria importanza per l’operatore che vuole garantire un reale e pratico servizio al turista. Questi dovrà essere in grado di fornire informazioni, al turista che lo richiede, relative alla storia, alla cultura, ai monumenti, agli itinerari del territorio circostante, garantendo un servizio importantissimo all’ospite interessato ed allo stesso tempo contribuendo ad una positiva promozione del territorio.
All’interno della struttura ricettiva tutti gli addetti al ricevimento dovrebbero parlare
almeno una lingua straniera, preferibilmente l’inglese. Inoltre tutto il personale che si
relaziona con i clienti dovrebbe saper utilizzare il computer ed avere nozioni di
informatica di base oltre che saper gestire ed utilizzare internet ed e-mail.
Per quanto riguarda le strutture ristorative, un requisito molto apprezzato per garantire
standard di qualità, è l’assenza di “inquinamento” acustico, visivo e, soprattutto, olfattivo.
Importante è quindi che i ristoranti non si trovino in prossimità di fabbriche, ferrovie
o allevamenti di bestiame capaci di ledere irrevocabilmente la qualità dell’ambiente che
si presume debba esistere.
Sulle persone
Come relazionarsi con i clienti che richiedono un’attenzione particolare:
I clienti con disabilità motorie
Queste persone possono avere diversi livelli di autonomia ed esigenze molto differenziate.
Parlate col cliente e chiedetegli quali sono le sue esigenze. È importante capire il tipo di problema per potere offrire un valido aiuto. Prima di aiutarlo è bene chiedere, per rispettare il naturale desiderio di autonomia di ogni persona.
In presenza di barriere come un gradino, o per operazioni più difficili, lasciatevi
guidare dal cliente che vi consiglierà come eseguire la manovra.
I clienti con disabilità sensoriali
Richiamate l’attenzione della persona non vedente chiamandolo per nome oppure toccandolo leggermente sull’avambraccio, presentarsi cercando di mantenere la posizione di fronte.
Se chiede di essere guidata, offritele il vostro braccio e muove-tevi con lei, precedendola nei punti più stretti. Avvertitelo della presenza di ostacoli.
Ricordate che solo il 10-15% delle persone con limitazioni visive conosce l’alfabeto
Braille, quindi cercate di prevedere altre forme di comunicazione. Tenete conto del fatto
che siete di fronte a persone molto sensibili, dotate di sorprendenti capacità di adattamento e di autonomia.
Avvertite sempre quando vi allontanate. Ponetevi sempre di fronte alla persona con problemi di udito ed alla luce in modo da consentirle di poter leggere le vostre labbra quando parlate. Ricordate che la lettura labiale non è adatta alla comunicazione tra più di due persone.
Non parlate a voce troppo alta, né troppo in fretta, né troppo lentamente. Cercate di
esprimervi con frasi semplici e brevi. Usate le espressioni del viso e i gesti, ma non esagerate i movimenti della bocca.
Non parlate in dialetto.
Siate disponibili a ripetere ciò che avete già detto e a dedicare più tempo ad ascoltare.
Per attirare l’attenzione della persona, fatelo con un cenno della mano rivolto nella sua
direzione, oppure toccandola su un braccio.
Molte delle persone ipoudenti si servono di apparecchi acustici, i quali hanno la
caratteristica di amplificare tutti i suoni, compresi i rumori di fondo, che vanno quindi
ridotti il più possibile.
Accertatevi sempre che sia stato compreso quanto è stato detto, soprattutto in presenza
di persone anziane che spesso non manifestano di avere questo tipo di problema.
I clienti con disabilità psichiche
Dedicate più tempo a queste persone e siate molto disponibili e comprensivi. Se notate
difficoltà nel linguaggio, siate pazienti nell’ascoltare e nel ripetere i messaggi.
Comunicate con la persona in modo semplice, curando in particolare la comprensibilità
delle informazioni e delle indicazioni utili. Nei casi più lievi la persona che soffre di questa disabilità di solito non manifesta il problema, quindi è molto difficile da da identificare. I sintomi più comuni sono ansia, paura irrazionale, depressione, disorientamento, ossessioni, eccessiva euforia.
Poiché spesso queste persone sono più sensibili di altre nel percepire situazioni di disagio, sarà importante essere disponibili, cortesi e molto attenti.
I clienti con problemi di orientamento e di comunicazione
Cercate di essere disponibili e di adattarvi a tempi di reazione più lenti.
Ricordate che l’uso della segnaletica può agevolare molto l’orientamento.
I clienti con epilessia
In genere non è possibile prevedere la caduta, quindi, una volta che il soggetto è a terra bisognerebbe cercare di posizionare un cuscino o qualsiasi oggetto s imile e soffice (anche una mano, se non c’è altro) sotto la sua testa, per evitare che le convulsioni gli procurino ripetuti traumi.
Cercate di ruotare su un fianco la persona, per permettere alla saliva di fuoriuscire dalla bocca, evitando così che si intasino le vie respiratorie.
Tentate di introdurgli un fazzoletto piegato tra la mascella inferiore e quella superiore, per evitare che serri i denti e che di conseguenza si morda la lingua e le guance. Al momento dell’attacco è importante mantenere la calma, senza lasciarsi impressionare dalla respirazione irregolare del soggetto. E dopo l’attacco epilettico lasciate la persona tranquilla.
Non bisogna assolutamente:
-sciogliere con la forza braccia e gambe irrigidite
-disserrare le mascelle
-praticare la respirazione artificiale
-cercare di “ridestare” il soggetto dopo un attacco, scuotendolo oppure mediante
sostanze aromatiche. Nel caso di crisi superiore a 5/10 minuti o di crisi ripetute senza interruzione (stato di male), è necessario ricorrere all’intervento del medico.